Giorni: 49-60, il 23 dicembre 2009 – 3 gennaio

Ricorda Nowak

Alla fine della tappa libica i ciclisti incontrano un uomo che… ha incontrato Kazimierz Nowak. I viaggiatori si avvicinano a Egitto, dove finirà la seconda tappa della spedizione.

Un cespuglietto d’acacia viene transformato in un albero di Natale. Lo decorano con frutta, radici di zenzero, campanello e palle, invece di vetro, fatte di piccole angurie desertiche e di coperchi di conserve.

I polacchi si riuniano attorno il fuoco e cantano canto natalizio ”La notte placida”. Questa notte di vigilia passata qui al deserto è davvero silenziosa. Anche il vento ha smesso di tirare.

Il giorno seguente, il Natale, tutti provano dolorosamente le pene del viaggiare attraverso il Sahara. Un intinerario sabbioso framezza con dei poggi rocciosi. A momenti non c’è verso – è necessario scendere dalla bici e spingerla alcune decine di metri.

Una tortura per i muscoli viene ricompensata da una festa per gli occhi. Anche la migliore fotografia non sarebbe in grado di esprimere le sensazioni provate dal contatto con questa sabbia, sassi, rocce, colori, cielo e spazio.

-”Ma si può chiamare questa ricchezza della natura il deserto?” – si riflette Dominik.

La varietà del deserto sembra non avere limiti. Una sola cosa che manca qui è la gente. I ciclisti percorrono ultimi 8 chilometri della strada sabbiosa con fatica. Più in avanti, fino a Zillah, c’è un asfalto. In città Ania riceve la proposta di visitare le donne che preparano il pasto. È una buona occasione perché in Libia le donne non frequentano gli incontri con ospiti, non vengono presentate a nessuno, come se non esistessero.

Un’altra sorpresa aspetta ai Polacchi a Zellah. Là si ritrova un uomo che… si ricorda di Nowak. Questo uomo si chiama Salah Ali Badran. Aveva solo sei anni quando ha visto il ciclista polacco. Ora guarda la copertina del libro con la foto di Kazimierz, pensa un po’ e grida:

-”Si! È lui!” – e comincia a raccontare della visita di uno strano polacco che aveva luogo quasi ottanta anni fa.

Si ricorda bene che Nowak è arrivato a Zellah dal Fezzan, che ha sbagliato la strada a Harugach, che è giunto totalmente esausto , che tutti in un’oasi si meravigliavano come un uomo completamente solo, senza i cammelli, il carovano è riuscito a raggiungere la loro oasi, suscitando sensazione con il suo veicolo a due route. Salah Ali Badran non supponeva che un giorno avrebbe sentito ancora delle sue venture ulteriori.

Davanti a loro Maradah – una città alla quale Nowak è giunto esausto dal deserto. Da quella città voleva dirigersi di seguito a Gialo attraverso il Sahara, ma gli Italiani gli hanno fatto cambiare i piani e viaggiare al capoluogo di Cirenaica lungo la costa.

Wywiad z Salahem (fot. Anna Grebieniow)

- ”Il meglio è di viaggiare attraverso il Sahara durante l’inverno, tra novembre e gennaio. Prima, ci sono dei caldi insopportabili, e all’inizio di primavera cominciano le tempeste arenose. Nella cultura del Sahara non è ben visto andare con i pantaloni corti – perciò è bene avere i pantaloni lunghi ma vaporosi” – consiglia Dominik.

Dopo settimane passate al deserto i Polacchi ammirano dei paessaggi marittimi, respirano un’aria fresca. Festeggiano il Capodanno insieme con gli ”scout” libici a Bengazi, il capoluogo dell’antica Cirenaica. Grazie al loro aiuto concedano un’intervista esauriente al giornale Quryna. Subito dopo corrono verso la catena dei monti succosamente verdi – Jebel Al-Akhdar.

Salah odjeżdża swoją zabytkową Toyotą (fot. Dominik Szmajda)

2 komentarzy / responses to “Giorni: 49-60, il 23 dicembre 2009 – 3 gennaio”

  1. dominik scrive:

    W odpowiedzi na komentarz z Libii – dziękujemy za tą uwagę i poprawiamy: Pan Saleh Ali Badran, a nie Salah Ali Badran.

  2. شكلاكم علي الاستطلاع المقدمه الجميله نرجو منكم تزويدنا بصور اكتر عن زله >تصحيح اسم صالح علي بدران> بدل صلاح) ……. اشكركم

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