Direzione: Egitto
Nowak ha ottenuto il permesso d’entrata in Egitto sotto condizione di viaggiare lungo la costa. Allora, anche i partcipanti di afrykanowaka.pl si dirigono di nuovo verso il mare.
La fine della prima tappa di afrykanowaka.pl abbonda di numerosi problemi.
Primo – una camera subisce un incidente, secondo – Dominik Szmajda chiama a Polonia con notizie infauste. Che problema è?
- ”Il più serio possibile” risponde alla domanda. ”Ci hanno rubata la bici”.
Pezzi di ricambio della camera vengono spediti immediatamente dalla compagnia Playextreme.
La bici di scorta, insieme a Anna Garbienow – una partecipante della seconda tappa della spedizione, volano a Libia.
Altri partecipanti – Marcin Lejborek e Kasper Piasecki – aspettano loro a Tripoli già da una settimana.
Dominik e Fadel sono i due uomini della tappa precedente che faranno la parte anche a questa tappa. C’è ancora Hamid – autista facente la scorta con la macchina e cugino di Mohamed – un autista della prima tappa.
C’è ancora un altro partecipante – viaggiatore senza biglietto – un orsacchiotto che si chiama Kazio – è il portafortuna di Ania. D’ora in poi anche lui farà parte alla spedizione.
Trasmissione di bacchetta ha luogo a Ghat – finora il punto più estremo al sud della spedizione.
Da questo punto i suoi partecipanti, come una volta Kazimierz Nowak, si dirigeranno verso il Nord, verso l’Egitto.
- ”Parliamo inglese, arabo, polacco e francese. Impariamo uno dall’altro” – dicono i partecipanti della seconda tappa.
Attraversano il Sahara. Il 14 dicembre, sesto giorno della seconda tappa, si alza un vento potente.
Fosse questo famoso ”gibli”, descritto da Kazimierz Nowak? Ecco, no! Hamid e Fadel spiegano che ”gibli” è un vento meridionale , il suo nome provviene dalla parola ”gibl” che significa ”sud”. Mentre ora tira vento occidentale, cioè ”harbi”. ”Gibli” tira di solito almeno ventiquattro ore mentre ”harbi” dovrà calmarsi prima della sera.
- ”Una grande temporale arenosa ci ha colpito molto fortemente” – relaziona Fadel. ”-Non si vedeva niente. Il percorso è stata una tortura, ma finalmente due passi da città abbiamo notato la targa con la scritta in arabo – Murzuk. Finalmente lo spettacolo è finto!”.
Nowak ha raggiunto Murzuk dopo quasi quattro mesi del viaggio, e cioè alla fine dell’inverno del 1932 da dove scriveva così a sua moglie:
-”Guarda, Marysiek, anch’io ho dei guai veramente numerosi e anche se alcuni mi invidiano questo viaggio – non c’è niente da invidiare. Oggi mi sono fatto tagliare i capelli , anche un po’ la barba e sai cosa, Maryś? La mia testa (anche se balda) si è coperta di tanti capelli grigi. Tantissimi capelli grigi! – sicuramente non dal piacere , non dal benessere!”.
Oggi diversamente che nei tempi del signor Kazimierz, in città sorpassate, tra gli Arabi libici, ci sono tantissimi negri arrivati dalla parte interna dell’Africa.
È comune un detto che su 5 milioni di Libici, qui lavorano altri 5 milioni degli immigrati. E questa è la verità.
Nel frattempo arriva il Natale. Nowak, che viaggiava molto più lentamente dai suoi seguaci alla vigilia del Natale è arrivato solo a Gadames.
- ”Al mattino presto – il 24 dicembre – ho finalmente visto una macchia grigia sullo sfondo del deserto roccioso” – ha notato Nowak, 78 anni fa. Mentre i ciclisti di afrykanowaka.pl hanno già percorso più della metà di Libia ed attraversano il deserto per raggiungere l’Egitto.
- ”Torniamo a un itinerario ciclistico. La strada è accidentata, contro vento. Mi fanno male gli occhi, lacrimano un po’ a causa di sabbia. Una cicogna! Dopo un attimo ancora due! Le cicogne volano – questo è un segno sicuro che l’inverno incomincia. Queste vengono da Polonia – sicuro! Hanno i becchi così familiari e ci guardano in modo conosciuto” –relaziona Anna Grebieniow, ed aggiunge: ” I prossimi giorni saremmo senza il collegamento. Entriamo in una terra selvaggia”.
Prima del Natale la staffetta dovrà arrivare a Zillah. Allora il Natale, lo paseranno al deserto.