Giorni: 14-26, il 18-30 novembre

In deserto

Da tre giorni Fadel non va più però ha detto: „I will never forget Kasimier Novak in my life”. Partono da Ghadames! Passeranno al massimo 12 giorni nel deserto.

Ma come sopravvivere 12 giorni nel deserto? Cibi in polvere, bastoncini di cioccolato energetici, chili di cibo fresco che riempiono i sacchi. 35 litri dell’acqua dovranno bastare almeno ad un pozzo prossimo.

”Entriamo in un hammada e l’hammada entra dentro di noi” – dice Piotr Sudoł. L’hammada è un grande altopiano all’altezza di 500-600 metri sul livello del mare.

Attraverso questo spazio aperto, morto e roccioso passano le masse d’aria stimolata dal vento rapito. Infuriano le burrasche e le tempeste. Ma perché sempre in direzione opposta alla nostra? Questo resterà probabilmente un mistero per sempre.

Le differenze tra temperature del giorno e della notte sono colossali. La ghiaia è dappertutto. È duro. Le catene di biciclette cominciano a scricchiolare ed i cuscinetti a cigolare.

Da tre giorni Fadel non va più però ha detto: „I will never forget Kasimier Novak in my life” ed ha rinunciato a continuare ad attraversare il deserto in bicicletta.

I Polacchi si fermano ai due pozzi che nei tempi di Nowak segnalavano l’itinerario da Ghadames a Ghat.

Così come Nowak, i ciclisti attingono l’acqua potabile e rinfrescante al pozzo. E così come lui, sono condannati a condurre una lite sul riprendere il cammino con una compagnia forzata.

Per Nowak è stato Ali – che conduceva la carovana, per i seguaci di Nowak – un autista della Toyota che li scortava e che, come se non bastasse, ha dimenticato il telefono di satellite.

Stanno andando dall’alba al crepuscolo – con la media di 5 ore dell’andare vero e proprio. I ciclisti piantano le tende, accendono il fuoco dai prugni raccolti. Preparano un’insalata di legumi ed un gulasch di carne secca di cammello, montone e capra. Un tè forte oppoure un caffè al cardamomo gli danno il vigore.

Dopo il mangiare, si sdraiano infagottati in sacchi a pelo, vestiti di giacche, casacche e berretti – si mettono addosso tutti gli abiti pesanti che hanno.

- ”Oggi, il giorno era chiaro e freddo” – scriveva Nowak a sua moglie 78 anni fa.- ”Ho magiato una cena buona. Come tutti i giorni, la farina cotta ed il gulasch di gazzella, di cui carne Ali ha ricevuto oggi dai Tuareg che hanno portato a Ghadames la cartolina per te. Poi, il tè – e ci sono anche le sigarette! Se avessi potuto guadagnare qui, non mi sarei sbrigato tanto né alla gente, né a questa città di Ghat alla quale vado.”

Nowak ha fatto il percorso da Ghadames a Ghat in un mese. Questo tratto abbonda dei paesaggi di tutti i pianeta del Sistema Solare. Nowak andava avanti a fatica, da solo e non sapeva cosa aspettare.

”Ma, abbiamo veramente capito cos’ha fatto Kazimierz Nowak?”– si riflettono i suoi seguaci. ”Dubito. Noi, ci siamo avvicinati solo un po’ a questa sua impresa grande. Scortati dalla macchina, approfittando dalle invenzioni di civilizzazione, quali un equipaggio di globe-trotter professionale”.

Finalmente, dopo 13 giorni i ciclisti raggiungono la strada di asfalto. A Ghat arriverrano fra due giorni. Non sanno però che lì aspetterà una brutta sorpresa.

Komentarz / Comment


Przepisz 2 słowa poniżej by wprowadzić komentarz.

 

Design: ITidea - imprezy Warszawa
Hosting: Seetech - Wdrożenia Microsoft Dynamics NAV